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Il CORSO TULLIANO, costruito dopo il 1870, poggia in gran parte su ampie arcate, dette volte, spesso sede di mercato e attività artigianali; lungo il suo percorso possiamo osservare il palazzo che fu la casa natale del musicista Carlo Conti, come ricordato nella iscrizione sulla facciata. Poco più avanti il MONUMENTO AI CADUTI, inaugurato nel 1927, è ornato dal gruppo scultoreo, in bronzo, opera dell’artista arpinate Domenico Mastroianni.
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Monumento ai Caduti
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Il monumento adiacente è al palazzo Quadrini, costruito alla fine dell’Ottocento e caratterizzato dal colonnato di gusto neoclassico, la lunga balconata e l’inferriata che delimita il giardino. Qui ha sede il Circolo Tulliano, fondato nel lontano 1886.
Sulla destra spicca poi il complesso del Palazzo Sangermano. Costruito tra il 1879 e il 1884, con gusto rinascimentale, ha annesso un parco secolare dotato di alberi maestosi. Nel 1923 i proprietari lo donarono ai Padri Barnabiti che ne fecero sede di un istituto di formazione, la Scuola Apostolica Venerabile Castelli, fino al 1972, e casa di ministero fino al 1986, per poi cederlo al Comune.
Al 103 si apre il portale in pietra di un demolito edificio seicentesco con, sullo sfondo, all’inizio delle Gradelle torrione, un’edicola sacra raffigurante San Cristoforo.
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Porta del Ponte
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Il Corso Tulliano termina con la PORTA DEL PONTE che immette sulla piazza dedicata a Gioacchino Conti.
La porta, derivante dalla trasformazione medievale della precedente porta romana, era ed è attualmente l’accesso meridionale alla città. La sua denominazione, da cui il nome del quartiere circostante, è riconducibile al fatto che in passato, forse già in epoca romana, era presente un ponte per superare il ruscello che scorre sotto la piazza. A differenza di oggi, qui potevamo trovare, fino al secolo scorso, concerie, mulini e frantoi.
Dalla Piazza Gioacchino Conti si imbocca Via Vittoria Colonna (celebre poetessa, amica di Michelangelo, visse dal 1490 al 1547; è legata ad Arpino perchè imparentata con i Marchesi di Pescara, feudatari della città prima dei Boncompagni).
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Chiesa S. Antonio di Padova
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A sinistra si erge, oltre la scalinata, la CHIESA DI S. ANTONIO DI PADOVA, una delle più piccole ma la più bella chiesa di Arpino, che si distingue dalle altre per i magnifici affreschi di cui sono interamente ricoperte le sue pareti e per la sua magnifica scalinata.
Il bivio per Santopadre, città limitrofa, si dirama attorno ad un grande edificio, appartenuto alla famiglia Sangermano. Fino al secolo scorso uno dei principali lanifici di Arpino, ha conservato dell’antica fabbrica tutte le caratteristiche, tra cui i locali molto ampi, a volta, e le grandi finestre. Il parco annesso, di rara bellezza, ospita alberi secolari. Il pianterreno è occupato dal ristorante Hostaria Cavalier d’Arpino. In alcuni locali in Via Vittoria Colonna opera, stagionalmente, un oleificio. Insieme con pochi altri montani (oleifici) tuttora esistenti, mantiene viva la tradizione della produzione di olio.
Parallela al tratto iniziale del Corso Tulliano, ma meno in vista, è VIA DELL’AQUILA ROMANA. Principale asse viario in epoca romana è chiamata dagli Arpinati via vecchia per distinguerla dalla via nova, cioè il Corso Tulliano. Sulla via vecchia compaiono numerosi vicoli che separano gli eleganti palazzi seicenteschi e sette-ottocenteschi, dotati di elementi decorativi in pietra, di portali e balconi di foggia e disegni diversi, testimoni della grande abilità degli antichi scalpellini locali.
La chiesa di San Domenico ha una struttura a tre navate e decorazione di stile barocco. Di fronte alla chiesa un arco gotico è forse l’ultimo resto di una bottega medievale. In fondo al vicolo adiacente, sulla destra, si scorge una loggetta con piccoli archi appartenente all’antica abbazia di Sant’Onofrio, distrutta nel 1584.
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